Cosa rimane di un evento?

E’ fin troppo semplice dire che di un evento rimangono solo le fotografie: una fotografia ha il compito di consegnare un istante all’eternità, ma ha anche il compito di farci riflettere…

Cosa sarebbe un allenatore senza un atleta? Ve lo siete mai domandato?

Probabilmente sarebbe un uomo. Un padre.

Ed un atleta senza allenatore?

Sarebbe un ragazzo. Un figlio.

Un allenatore ha il compito di aiutare un ragazzo a migliorarsi nello sport, ma anche nella vita. Non si deve mai sostituire ai genitori ma deve sapere quando è il caso di dare uno scappellotto. Deve sapere quando pretendere e quando concedere. 

Deve prendere un ragazzo, acerbo nello sport, e guidarlo a diventare uomo nella vita, passando da incalcolabili ore di lavoro in allenamento, trasferte infinite ed arrabbiature a bordo campo. Senza mai poter intervenire in tempo utile…

Tutto questo per cosa?

Per soldi? No, non siamo calciatori…

Tutto questo lo si fa per amore, nei confronti dello sport e dei giovani e per quel gesto spontaneo, di chi riconosce di dover condividere i meriti del proprio successo.

L’attimo in cui l’atleta china il capo in segno di riconoscenza e l’allenatore, paternamente, lo bacia.

E’ stato prima dei festeggiamenti.

E’ stato un attimo di intimità cui ho avuto il privilegio di assistere.

Sono stato molto in dubbio se pubblicare o meno questo scatto, ma la fotografia ha il compito di raccontare storie e di farci riflettere. 

E questa mi è sembrata una storia da condividere.

Così, tornando alla domanda iniziale, cosa rimane di un evento?

Le fotografie, i video, le medaglie…

Sicuramente.

Forse, dopo questa riflessione, possiamo dire che di un evento rimangono le emozioni. In forma soggettiva ossia nella memoria di chi le ha vissute. Oppure in forma oggettiva, ripresa dai reporter presenti e consegnate all’eternità.

Grazie Francesco, grazie Gianni!

Foto: Francesco Marrai e Gianni Galli, CICO 2016, © C.N.Caposele/Gianluca Di Fazio

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