Quando il vento si fa attendere: tattica, pazienza e precisione
Ci sono eventi che mettono alla prova non solo gli atleti, ma anche chi li racconta per immagini. I Campionati Italiani di Vela d’Altura 2025 a Capo d’Orlando sono stati esattamente questo: una sfida nella sfida.
Capo d’Orlando capitale della vela
Fine giugno, cinque giorni in cui Capo d’Orlando si trasforma nella capitale italiana della vela d’altura, ospitando i campionati nazionali e assegnando i titoli di categoria. Come fotografo ufficiale dell’evento, ho avuto il privilegio di seguire ogni momento di questa competizione che, quest’anno più che mai, ha messo alla prova equipaggi e organizzatori.
L’alta pressione cambia le carte in tavola
Quattro giorni di regata programmati, ma il gran caldo causato da un’alta pressione persistente ha riscritto il programma: solo due giornate su acqua, con brezze talmente leggere da trasformare ogni prova in un esercizio di tattica pura. Ogni virata, ogni scelta di rotta, ogni lettura del campo sono diventate determinanti. Il meteo non ha concesso margini d’errore: né nelle manovre, né nella conduzione, né nell’interpretazione delle correnti e delle rotazioni del vento.
Un comitato di regata all’altezza
Quello che poteva trasformarsi in un’occasione mancata è diventato invece una dimostrazione di competenza organizzativa. Il Comitato di Regata ha saputo cogliere ogni finestra utile, ogni alito di brezza, portando a casa un totale di sei prove valide e offrendo anche la possibilità di scarto ai regatanti. Non è facile costruire un campionato italiano con condizioni così instabili, eppure ci sono riusciti, con professionalità e determinazione.
Quando la tecnologia ti mette alla prova
Il primo giorno di regate mi ha riservato un brutto momento: rientrato a terra per la post produzione, ho scoperto che una memory card mi aveva restituito tutte le immagini corrotte. È uno degli incubi peggiori per un fotografo professionista, soprattutto quando sei il fotografo ufficiale di un evento nazionale. Fortunatamente, la mia abitudine di lavorare con diversi corpi macchina e multiple cards mi ha salvato: il materiale c’era, integro e pronto. Una lezione che conferma quanto sia fondamentale avere sempre un piano B quando si lavora sul campo.
Fotografare il vento che non c’è
Dal punto di vista fotografico, regatare con vento leggero presenta sfide uniche. Le barche si muovono lentamente, le distanze si accorciano, le espressioni degli equipaggi si fanno più concentrate. Ogni dettaglio conta. Ho cercato di restituire quella tensione silenziosa, quella concentrazione assoluta che caratterizza le regate tattiche, dove non vince chi va più forte, ma chi sbaglia meno.
Questa gallery è il racconto visivo di un campionato combattuto centimetro per centimetro, dove il mare si è fatto specchio e ogni decisione ha avuto un peso. Un evento che conferma, ancora una volta, quanto la vela d’altura sia uno sport di testa prima ancora che di braccia.
Organizzazione: Yacht Club Capo d’Orlando
Fotografo: Gianluca Di Fazio
Location: Capo d’Orlando, Sicilia
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