Tra pioggia, vela e meraviglia
La Vesuvio Race è una di quelle regate che, anno dopo anno, continua a sorprendere. Anche quando le condizioni sembrano ostili, anche quando il meteo sembra voler mettere alla prova ogni equipaggio, ogni mezzo e ogni fotografo. Questa edizione 2025 — la quinta consecutiva per me come fotografo ufficiale — è stata tra le regate più sfidanti che abbia mai documentato.
Pioggia, vento e visibilità ridotta hanno reso il racconto visivo più complesso del previsto. Ma proprio in queste condizioni, quando tutto si fa più difficile, emergono le storie più autentiche. E la Vesuvio Race, ancora una volta, ha avuto molto da raccontare.
Una regata partenopea con un tocco in più
Tra le novità più interessanti di quest’anno, l’inserimento di una boa nei pressi di Castel dell’Ovo: una scelta perfettamente coerente con l’anima partenopea della Vesuvio Race, che ha reso ancora più suggestivo il passaggio iniziale della flotta. Una cartolina ideale… o almeno lo sarebbe stata, se la pioggia battente non avesse ridotto ogni possibilità di manovra.
Dal Borgo Marinari fino a Mergellina, la linea del lungomare si è fatta quasi invisibile, nascosta da una cortina d’acqua continua. Il drone ha dovuto attendere per il decollo, così come noi fotografi: in mare aperto, ogni secondo è prezioso, ogni spiraglio va colto al volo.
La Corricella… sfumata
Uno dei momenti più attesi della Vesuvio Race è sempre il passaggio davanti alla boa di Procida, alla Corricella. Un tratto iconico, in cui le casette colorate del borgo sembrano abbracciare le vele con un sorriso gentile. Ma quest’anno, anche loro erano celate da una pioggia intensa, quasi fossero un ricordo impressionista più che una scena reale.
Eppure, anche così, il fascino di questa regata è rimasto intatto. Ogni barca che sfilava portava con sé la forza e la determinazione di chi ha scelto di esserci, nonostante tutto.
L’arcobaleno sul Castello Aragonese
Quando la flotta ha approcciato il Canale di Ischia, qualcosa è cambiato. Le nuvole hanno ceduto per un istante. La pioggia si è fatta più leggera, e finalmente, il cielo ci ha concesso qualche minuto di tregua.
È stato in quel momento che abbiamo potuto far decollare il drone e scattare una delle immagini simbolo di questa edizione: il Castello Aragonese di Ischia, maestoso e imponente, incorniciato da un arcobaleno che tagliava il cielo, mentre le barche attraversavano il canale.
Un attimo. Uno solo. Ma sufficiente per condensare tutta la bellezza, l’imprevedibilità e la potenza di questa regata.
Una sfida da raccontare
Raccontare la Vesuvio Race 2025 è stato, per me, un esercizio di adattamento e intuito. Meno manovre, meno tempo, più attesa. Ma ogni click, ogni inquadratura è stato frutto di scelte precise, ragionate, spesso dettate più dal cuore che dalla tecnica.
Per questo motivo, la galleria di quest’anno è forse meno spettacolare nel senso classico, ma più vera. Raccoglie i volti, le vele, i cieli cupi e gli spiragli di luce. Racconta di una regata che non si è fatta fermare, e di un team di professionisti — a bordo e a terra — che ha saputo andare oltre le condizioni.
Scopri la gallery
Ti invito a scorrere la gallery della Vesuvio Race 2025. Ogni immagine è un frammento di quel viaggio tra mare, pioggia e arcobaleni. Un omaggio alla vela, a Napoli e alla capacità di trasformare le difficoltà in poesia visiva.
Buona visione.
Organizzazione: Circolo Nautico Torre Annunziata
Fotografo: Gianluca Di Fazio
Location: Golfo di Napoli
Se vuoi vedere come si sviluppa la narrazione per immagini di un evento, clicca qui.









































